LEGGE REGIONALE N. 41 DEL 19-11-2002

REGIONE LAZIO

“Norme a favore dei soggetti in attesa di trapianto d’organo, dei trapiantati e dei donatori”.

 

Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO N. 33 del 30 novembre 2002 SUPPLEMENTO ORDINARIO

 
(Finalità)

	1. La Regione, nell'ambito dell'azione programmata sui trapianti, promuove interventi mirati per agevolare i pazienti in 
attesa di trapianto e trapiantati di organi e tessuti, attraverso la concessione di contributi alle spese di carattere non sanitario.

 

Circolare INPS n. 138 del 10 luglio 2001

Sommario: Secondo l’art. 42 del D. lgs. N. 151/2001, i riposi ai sensi dell’art. 33 della legge 104/1992 e il congedo straordinario dell’art.80, comma 2, della legge n.338/2000 possono spettare ai genitori di handicappati gravi maggiorenni conviventi anche se l’altro genitore non lavora Per i non conviventi va dimostrata la continuità e di esclusività dell’assistenza.

I riposi e i congedi previsti per i genitori sono riconosciuti anche agli affidatari di handicappati gravi.

1. T. U. sulla maternità e paternità: permessi ex lege 104/92 e congedo straordinario per figli handicappati.

Permessi ai sensi della legge 104/92.

Riflessi su gratifica natalizia e ferie per i lavoratori assicurati.

A seguito di un parere (contenuto in una lettera indirizzata ad una associazione di categoria) espresso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del conseguente messaggio n. 36370 del 10.11.2004 della Direzione Centrale per le Risorse Umane, riferito a problematiche contrattuali specifiche relative ai dipendenti INPS -e quindi valido pertanto soltanto per gli stessi- sono pervenute numerose richieste da parte di alcune Sedi periferiche e da Aziende private circa l’applicabilità di quanto in essi contenuto.

Il  Ministero ritiene in sostanza che sia la quota di tredicesima mensilità che la quota inerente alle ferie relative ai permessi goduti ai sensi della legge 104/92, debbano essere corrisposte ai fruitori dei permessi stessi.

Circolare Ministero del Lavoro 15 marzo 1993, n. 28/93

Circolare Ministero del Lavoro 15 marzo 1993, n. 28/93

DISPOSIZIONI AMMINISTRATIVE RAPPORTO DI LAVORO

 

Permessi

L. 5 febbraio 1992, n. 104 “Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate” – Art. 33 (agevolazioni)

La legge n. 104/92 è intervenuta a disciplinare la materia relativa alla tutela e all’inserimento nella vita sociale dei soggetti portatori di handicap.

In armonia con tali intenti l’art. 33 della suddetta legge prevede alcune agevolazioni destinate sia ai soggetti handicappati in situazioni di gravità sia a chi, genitore, parente o affine , si occupi della loro assistenza.

Circolare n. 133 del 17 luglio 2000

Benefici a favore delle persone handicappate.

Legge 8 marzo 2000, n. 53. Art. 33, commi 1, 2, 3 e 6 della legge n. 104/92.

 

SOMMARIO:

  • La persona handicappata che lavora può fruire di permessi” a giorni” o di permessi” ad ore”.
  • Il genitore di persona handicappata minorenne può fruire dei permessi dell’art. 33, commi 1, 2 e 3, anche quando l’altro genitore non ne ha diritto.
  • I genitori di persone handicappate maggiorenni e i parenti ed affini entro il 3° grado possono utilizzare i giorni di permesso anche se non convivono con il soggetto handicappato, purché gli prestino assistenza in via continuativa ed esclusiva.
  • Data di accertamento dell’handicap e data di decorrenza dei permessi.
  • Giorni di permesso in caso di part time verticale.
  • Giorni di permesso per i lavoratori agricoli stagionali con contratto di almeno un mese.

Idee per un Lavoro da Casa Serio

In tempi difficili come quello in cui viviamo, trovare un lavoro che appaghi la mente e soddisfi esigenze economiche non è molto semplice. Tuttavia, vi è “l’arte di sapersi arrangiare”, fatta principalmente di inventiva e coraggio, che può rappresentare un valido aiuto per coloro che si trovano in difficoltà, e che in alcuni fortunati casi è riuscita a stravolgere la vita di alcune persone.

Grazie a un po’ di originalità e a tanta passione, infatti, alcuni individui sono riusciti a diventare padroni di se stessi, lavorando autonomamente e riuscendo a guadagnare stipendi molto interessanti.

Talvolta, ciò che serve è solo una leggera spinta, una sorta d’ispirazione: ecco quindi una serie di consigli per un lavoro da casa serio.

Organizzare viaggi sfruttando la potenza del web

Una delle più grandi e diffuse passioni è quella di viaggiare, conoscere il mondo ed esplorare culture e tradizioni diverse dalle proprie. Naturalmente, l’obiettivo di tutti gli appassionati di viaggi è quello di visitare il mondo spendendo poco, dunque perché non sfruttrare il web per organizzare viaggi?

Non si consiglia di fondare un’agenzia di viaggi o di entrare in un tour operator: l’idea potrebbe essere quella di scovare varie offerte per aerei ed alberghi in giro per il web, combinare le varie soluzioni tra loro e offrire il pacchetto completo ai propri seguaci su una pagina social o su un sito web.

Direttiva del Presidente Consiglio dei Ministri 1° dicembre 1993

“Assunzioni obbligatorie delle categorie protette e tirocinio per portatori di handicap”. (Pubblicata nella G.U. 20 dicembre 1993, n. 297.)

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400;

Vista la legge 2 aprile 1968, n. 482, e successive modificazioni, recante norme in materia di assunzioni obbligatorie presso le pubbliche amministrazioni e le aziende private;

Visti gli articoli 5 e 17 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, relativi ai compiti delle commissioni regionali per l’impiego, intese a promuovere programmi di assunzioni per portatori di handicap;

Vista la legge 5 febbraio 1992, n. 104, legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate;

Art. 80.

1. Nei limiti di lire 350 miliardi per l’anno 2001 e di lire 430 miliardi per l’anno 2002 e fino alla data del 31 dicembre 2002:

a) i comuni individuati ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 18 giugno 1998, n. 237, sono autorizzati, nell’ambito della disciplina prevista dal predetto decreto legislativo, a proseguire l’attuazione dell’istituto del reddito minimo di inserimento;

b) la disciplina dell’istituto del reddito minimo di inserimento di cui al citato decreto legislativo n. 237 del 1998 si applica anche ai comuni compresi nei territori per i quali sono stati approvati, alla data del 30 giugno 2000, i patti territoriali di cui all’articolo 2, comma 203, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e successive modificazioni, che i medesimi comuni hanno sottoscritto o ai quali hanno aderito e che comprendono comuni già individuati o da individuare ai sensi dell’articolo 4 del medesimo decreto legislativo n. 237 del 1998.

2. Dopo il comma 4 dell’articolo 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53, è aggiunto il seguente:

 

“4-bis. La lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, anche adottivi, o, dopo la loro scomparsa, uno dei fratelli o delle sorelle conviventi di soggetto con handicap in situazione di gravità di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge medesima da almeno cinque anni e che abbiano titolo a fruire dei benefici di cui all’articolo 33, commi 1, 2 e 3, della predetta legge n. 104 del 1992 per l’assistenza del figlio, hanno diritto a fruire del congedo di cui al comma 2 del presente articolo entro sessanta giorni dalla richiesta. Durante il periodo di congedo, il richiedente ha diritto a percepire un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione e il periodo medesimo è coperto da contribuzione figurativa; l’indennità e la contribuzione figurativa spettano fino ad un importo complessivo massimo di lire 70 milioni annue per il congedo di durata annuale. Detto importo è rivalutato annualmente, a decorrere dall’anno 2002, sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. L’indennità è corrisposta dal datore di lavoro secondo le modalità previste per la corresponsione dei trattamenti economici di maternità. I datori di lavoro privati, nella denuncia contributiva, detraggono l’importo dell’indennità dall’ammontare dei contributi previdenziali dovuti all’ente previdenziale competente. Per i dipendenti dei predetti datori di lavoro privati, compresi quelli per i quali non è prevista l’assicurazione per le prestazioni di maternità, l’indennità di cui al presente comma è corrisposta con le modalità di cui all’articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33. Il congedo fruito ai sensi del presente comma alternativamente da entrambi i genitori, anche adottivi, non può superare la durata complessiva di due anni; durante il periodo di congedo entrambi i genitori non possono fruire dei benefici di cui all’articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, fatte salve le disposizioni di cui ai commi 5 e 6 del medesimo articolo”.

3. A decorrere dall’anno 2002, ai lavoratori sordomuti di cui all’articolo 1 della legge 26 maggio 1970, n. 381, nonchè agli invalidi per qualsiasi causa, ai quali è stata riconosciuta un’invalidità superiore al 74 per cento o ascritta alle prime quattro categorie della tabella A allegata al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, come sostituita dalla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, e successive modificazioni, è riconosciuto, a loro richiesta, per ogni anno di servizio presso pubbliche amministrazioni o aziende private ovvero cooperative effettivamente svolto, il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa utile ai soli fini del diritto alla pensione e dell’anzianità contributiva; il beneficio è riconosciuto fino al limite massimo di cinque anni di contribuzione figurativa.

4. Il comma 3 dell’articolo 65 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, è sostituito dal seguente:

“3. L’assegno di cui al comma 1 è corrisposto integralmente, per un ammontare di 200.000 lire mensili e per tredici mensilità, per i valori dell’ISE del beneficiario inferiori o uguali alla differenza tra il valore dell’ISE di cui al comma 1 e il predetto importo dell’assegno su base annua. Per valori dell’ISE del beneficiario compresi tra la predetta differenza e il valore dell’ISE di cui al comma 1 l’assegno è corrisposto in misura pari alla differenza tra l’ISE di cui al comma 1 e quello del beneficiario, e per importi annui non inferiori a 20.000 lire”.

5. L’assegno di cui all’articolo 65 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive modificazioni, come ulteriormente modificato dal presente articolo, e come interpretato ai sensi del comma 9, è concesso, nella misura e alle condizioni previste dal medesimo articolo 65 e dalle relative norme di attuazione, ai nuclei familiari di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, e successive modificazioni, nei quali siano presenti il richiedente, cittadino italiano o comunitario, residente nel territorio dello Stato, e tre minori di anni 18 conviventi con il richiedente, che siano figli del richiedente medesimo o del coniuge o da essi ricevuti in affidamento preadottivo.

6. Le disposizioni di cui ai commi 4 e 5 sono efficaci per gli assegni da concedere per l’anno 2001 e successivi.

7. La potestà concessiva degli assegni di cui agli articoli 65 e 66 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive modificazioni, può essere esercitata dai comuni anche in forma associata o mediante un apposito servizio comune, ovvero dall’INPS, a seguito della stipula di specifici accordi tra i comuni e l’Istituto medesimo; nell’ambito dei suddetti accordi, sono definiti, tra l’altro, i termini per la conclusione del procedimento, le modalità dell’istruttoria delle domande e dello scambio, anche in via telematica, dei dati relativi al nucleo familiare e alla situazione economica dei richiedenti, nonchè le eventuali risorse strumentali e professionali che possono essere destinate in via temporanea dai comuni all’INPS per il più efficiente svolgimento dei procedimenti concessori.

8. Le regioni possono prevedere che la potestà concessiva dei trattamenti di invalidità civile di cui all’articolo 130 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e successive modificazioni, può essere esercitata dall’INPS a seguito della stipula di specifici accordi tra le regioni medesime ed il predetto Istituto. Negli accordi possono essere definiti, tra l’altro, i rapporti conseguenti all’eventuale estensione della potestà concessiva ai benefici aggiuntivi disposti dalle regioni con risorse proprie, nonché la destinazione all’INPS, per il periodo dell’esercizio della potestà concessiva da parte dell’Istituto, di risorse derivanti dai provvedimenti attuativi dell’articolo 7 del predetto decreto legislativo n. 112 del 1998.

9. Le disposizioni dell’articolo 65 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, si interpretano nel senso che il diritto a percepire l’assegno spetta al richiedente convivente con i tre figli minori, che ne abbia fatta annualmente domanda nei termini previsti dalle disposizioni di attuazione.

10. Le disposizioni dell’articolo 66 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e dell’articolo 49, comma 8, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, si interpretano nel senso che ai trattamenti previdenziali di maternità corrispondono anche i trattamenti economici di maternità erogati ai sensi dell’articolo 13, secondo comma, della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, e successive modificazioni, nonchè gli altri trattamenti economici di maternità corrisposti da datori di lavoro non tenuti al versamento dei contributi di maternità.

11. L’importo dell’assegno di cui all’articolo 66 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive modificazioni, per ogni figlio nato o per ogni minore adottato o in affidamento preadottivo dal 1º gennaio 2001, è elevato da lire 300.000 mensili a lire 500.000 nel limite massimo di cinque mensilità. Resta ferma la disciplina della rivalutazione dell’importo di cui all’articolo 49, comma 11, della legge 23 dicembre 1999, n. 488.

12. La disposizione di cui al comma 16, quarto periodo, dell’articolo 59 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, si interpreta nel senso che l’estensione ivi prevista della tutela relativa alla maternità e agli assegni al nucleo familiare avviene nelle forme e con le modalità previste per il lavoro dipendente.

13. Il Fondo nazionale per le politiche sociali, di cui all’articolo 59, comma 44, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, è incrementato di lire 350 miliardi per l’anno 2001 e di lire 430 miliardi per l’anno 2002.

14. Una quota del Fondo di cui al comma 13, nel limite massimo di lire 10 miliardi annue, è destinata al sostegno dei servizi di telefonia rivolti alle persone anziane, attivati da associazioni di volontariato e da altri organismi senza scopo di lucro con comprovata esperienza nel settore dell’assistenza agli anziani, che garantiscano un servizio continuativo per tutto l’anno e l’assistenza alle persone anziane per la fruizione degli interventi e dei servizi pubblici presenti nel territorio. Una quota del medesimo Fondo, nel limite massimo di lire 3 miliardi, viene destinata alle famiglie nel cui nucleo siano comprese una o più persone anziane titolari di assegno di accompagnamento, totalmente immobili, costrette a letto e bisognose di assistenza continuativa di cui la famiglia si fa carico. Un’ulteriore quota del medesimo Fondo, nel limite massimo di lire 20 miliardi, è destinata al cofinanziamento delle iniziative sperimentali, promosse dagli enti locali entro il 30 settembre 2000, per la realizzazione di specifici servizi di informazione sulle attività e sulla rete dei servizi attivati nel territorio in favore delle famiglie. Il Ministro per la solidarietà sociale, sentite le competenti Commissioni parlamentari, con propri decreti definisce i criteri, i requisiti, le modalità e i termini per la concessione, l’erogazione e la revoca dei contributi di cui al presente comma, nonchè per la verifica delle attività svolte.

15. Nell’anno 2001, al fondo di cui all’articolo 17, comma 2, della legge 3 agosto 1998, n. 269, è attribuita una somma di 20 miliardi di lire, ad incremento della quota prevista dal citato comma 2, per il finanziamento di specifici programmi di prevenzione, assistenza e recupero psicoterapeutico dei minori vittime dei reati ivi previsti. Il Ministro per la solidarietà sociale, sentiti i Ministri dell’interno, della giustizia e della sanità, provvede con propri decreti, sulla base delle risorse disponibili, alla definizione dei programmi di cui al citato articolo 17, comma 2, della legge 3 agosto 1998, n. 269, delle condizioni e modalità per l’erogazione dei finanziamenti e per la verifica degli interventi.

16. I comuni di cui all’articolo 1, comma 2, secondo periodo, della legge 28 agosto 1997, n. 285, successivamente all’attribuzione delle quote del Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza loro riservate, sono autorizzati a disporre sui fondi assegnati anticipazioni fino al 40 per cento del costo dei singoli interventi attuati in convenzione con terzi.

17. Con effetto dal 1º gennaio 2001 il Fondo nazionale per le politiche sociali di cui all’articolo 59, comma 44, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, è determinato dagli stanziamenti previsti per gli interventi disciplinati dalle seguenti disposizioni legislative, e successive modificazioni:

a) testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309;

b) legge 19 luglio 1991, n. 216;

c) legge 11 agosto 1991, n. 266;

d) legge 5 febbraio 1992, n. 104;

e) decreto-legge 27 maggio 1994, n. 318, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 luglio 1994, n. 465;

f) legge 28 agosto 1997, n. 284;

g) legge 28 agosto 1997, n. 285;

h) legge 23 dicembre 1997, n. 451;

i) articolo 59, comma 47, della legge 27 dicembre 1997, n. 449;

l) legge 21 maggio 1998, n. 162;

m) decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286;

n) legge 3 agosto 1998, n. 269;

o) legge 15 dicembre 1998, n. 438;

p) articoli 65 e 66 della legge 23 dicembre 1998, n. 448;

q) legge 31 dicembre 1998, n. 476;

r) legge 18 febbraio 1999, n. 45.

18. Le risorse afferenti alle disposizioni indicate al comma 17, lettere a), d), f), g), h), l), m), r), sono ripartite in unica soluzione, sulla base della vigente normativa, fra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano con decreto annuale del Ministro per la solidarietà sociale.

19. Ai sensi dell’articolo 41 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, l’assegno sociale e le provvidenze economiche che costituiscono diritti soggettivi in base alla legislazione vigente in materia di servizi sociali sono concessi, alle condizioni previste dalla legislazione medesima, agli stranieri che siano titolari di carta di soggiorno; per le altre prestazioni e servizi sociali l’equiparazione con i cittadini italiani è consentita a favore degli stranieri che siano almeno titolari di permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno. Sono fatte salve le disposizioni previste dal decreto legislativo 18 giugno 1998, n. 237, e dagli articoli 65 e 66 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive modificazioni.

20. I comuni indicati dall’articolo 6 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, possono destinare fino al 10 per cento delle somme ad essi attribuite sul Fondo di cui all’articolo 11 della medesima legge alla locazione di immobili per inquilini assoggettati a procedure esecutive di sfratto che hanno nel nucleo familiare ultrasessantacinquenni, o handicappati gravi, e che non dispongano di altra abitazione o di redditi sufficienti ad accedere all’affitto di una nuova casa. Al medesimo fine i comuni medesimi possono utilizzare immobili del proprio patrimonio, ovvero destinare ulteriori risorse proprie ad integrazione del Fondo anzidetto.

21. Ai fini dell’applicazione del comma 20 i comuni predispongono graduatorie degli inquilini per cui vengano accertate le condizioni di cui al medesimo comma 20. Nella prima applicazione le graduatorie sono predisposte entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

22. Fino alla scadenza del termine di cui al comma 21 sono sospese le procedure esecutive di sfratto iniziate contro gli inquilini che si trovino nelle condizioni di cui al comma 20.

23. Le disponibilità finanziarie stanziate dal decreto-legge 3 aprile 1985, n. 114, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 1985, n. 211, come individuate dall’articolo 23 del decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1995, n. 341, trasferite al comune di Napoli, possono essere utilizzate, in misura non superiore al 30 per cento, oltre che per l’acquisto di alloggi ad incremento del patrimonio alloggiativo dello stesso comune di Napoli, anche per la riduzione del costo di acquisto della prima casa da parte dei nuclei familari sfrattati o interessati dalla mobilità abitativa per i piani di recupero. Ai fini dell’assegnazione dei contributi il comune procede ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera b), del decreto-legge 29 ottobre 1986, n. 708, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1986, n. 899.

24. Il contributo in conto capitale di cui al comma 23 può essere maggiorato fino al 50 per cento del limite massimo di mutuo agevolato ammissibile per ciascuna delle fasce di reddito prevista dalla normativa della regione Campania. In ogni caso, il contributo per l’acquisto di ciascun alloggio non può superare l’importo di 50 milioni di lire.

Circolare INPDAP – Direzione Centrale Trattamenti Pensionistici Uff. I – Normativa – 8 luglio 2003, n 36

“Articolo 80, comma 3, della legge 23 dicembre 2000 n. 388 – Perdita del requisito dell’invalidità superiore al 74%.”

Alcune Amministrazione ed Enti con personale iscritto a questo Istituto hanno sollevato delle perplessità in merito all’applicabilità dell’articolo 80 della legge n. 388/2000nei confronti dei soggetti che solo per un determinato arco temporale dell’attività lavorativa abbiano patito un’invalidità superiore al 74% e che all’atto della risoluzione del rapporto di lavoro, per effetto di un miglioramento, risultino invalidi in misura percentuale inferiore a quella suindicata.

Al riguardo si precisa che il beneficio in esame spetta esclusivamente per il periodo lavorativo espletato sussistendo la condizione invalidante nell’entità prevista dalla norma in oggetto, anche se transitorio.

Pertanto, l’arco temporale lavorativo in concomitanza del quale l’iscritto ha avuto l’effettivo riconoscimento di “invalidità superiore al 74%”, ed esclusivamente quello, potrà essere oggetto di maggiorazione, anche se all’atto della risoluzione del rapporto di lavoro il richiedente non risulti in possesso di detta percentuale di invalidità.

Si rappresenta, infine, che i benefici previsti dall’art. 80 della legge n. 388/2000 non sono cumulabili con altre maggiorazioni dell’anzianità contributiva attribuibili per la medesima menomazione e, conseguentemente, andrà riconosciuto quello fra i due risultante più favorevole. In particolare, l’articolo 9 della legge n. 113/1985 – per i soli centralinisti non vedenti – e l’articolo 2 della legge n. 120/1991 – per gli lavoratori minorati visivi – prevedono una maggiorazione, utile sia ai fini del diritto che della misura, di quattro mesi per ogni anno di servizio effettivamente svolto nella suddetta condizione, senza alcun limite massimo di contribuzione figurativa riconoscibile. Pertanto, il riconoscimento di tale beneficio, molto più favorevole rispetto a quello in favore dei lavoratori sordomuti ed invalidi, esclude l’attribuzione di quest’ultimo se derivante dalla medesima infermità.

 

Sull’argomento l’Inpdap ha emanato le seguenti disposizioni: – Informativa n. 75 del 27 dicembre 2001.

Circolare Inps numero 6 del 17-1-2003

Articolo 39, commi 4, 5 e 8 della legge 27 dicembre 2002, n.289. Interpretazione autentica dell’articolo 38, commi 1, 2 e 5, della legge 28 dicembre 2001, n.448.Incremento delle pensioni in favore di soggetti disagiati   

 

OGGETTO:Articolo 39, commi 4, 5 e 8 della legge 27 dicembre 2002, n.289. Interpretazione autentica dell’articolo 38, commi 1, 2 e 5, della legge 28 dicembre 2001, n.448.Incremento delle pensioni in favore di soggetti disagiati

 

SOMMARIO:L’articolo 39, commi 4, 5 e 8,della legge n.289 del 2002 contiene disposizioni di interpretazione autentica dell’articolo 38, commi 1,2 e 5, della legge  n.448 del 2001, che ha previsto, a determinate condizioni di età e di reddito, l’incremento delle pensioni in favore dei soggetti disagiati.