Categoria: 04lavoro

Direttiva del Presidente Consiglio dei Ministri 1° dicembre 1993

“Assunzioni obbligatorie delle categorie protette e tirocinio per portatori di handicap”. (Pubblicata nella G.U. 20 dicembre 1993, n. 297.)

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400;

Vista la legge 2 aprile 1968, n. 482, e successive modificazioni, recante norme in materia di assunzioni obbligatorie presso le pubbliche amministrazioni e le aziende private;

Visti gli articoli 5 e 17 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, relativi ai compiti delle commissioni regionali per l’impiego, intese a promuovere programmi di assunzioni per portatori di handicap;

Vista la legge 5 febbraio 1992, n. 104, legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate;

CONTRATTI COLLETTIVI

CONTRATTI COLLETTIVI

I contratti collettivi che hanno previsto la negoziazione in materia di telelavoro sono i seguenti:

acc. 16 febbraio 1999. Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto dei Ministeri per il quadriennio normativo 1998/2001 e biennio economico 1998/1999 (G.U. 25 febbraio 1999, n. 46, S.O);

acc. 16 febbraio 1999. Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto enti pubblici non economici per il quadriennio 1998-2001 (G.U. 13 marzo 1999, n. 60, S.O);

acc. 7 aprile 1999. Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al quadriennio normativo 1998-2001 ed al biennio economico 1998-1999 del personale del comparto di “Sanità” (G.U. 19 aprile 1999, n. 90, S.O).

Di estremo interesse, nell’ambito della contrattazione di categoria, l’accordo interconfederale dedicato specificatamente al telelavoro subordinato nel settore del terziario e della distribuzione, siglato il 20 giugno 1997. L’accordo rappresenta il più completo e recente tentativo di regolamentare le possibili forme di telelavoro.

Accordo intereconfederale – Aziende del terziario della distribuzione e dei servizi – Il giorno 20 giugno 1997 tra Confcommercio e Filcams-Cgil Fisascat-Cisl Uiltucs-Uil

Come ottenere un prestito senza busta paga se non hai Lavoro

Quando si è disoccupati, ma si ha l’urgente necessità di un prestito bancario, le soluzioni al problema potrebbero essere tante. Difatti ci sono delle alternative alla busta paga. D’altro canto ci sono tipologie di prestiti diverse da quelli bancari. Ciononostante, occorre anche precisare che con la crisi del settore sempre più banche hanno stretto la morsa. Non a caso oggigiorno ottenere un prestito è davvero difficile. Si punta sempre di più su una politica di protezionismo: le banche hanno paura di fallire e i clienti fanno fatica a ottenere il finanziamento. Se si è dei studenti, delle casalinghe, oppure se si è dei precari ottenere dei prestiti senza busta paga potrebbe sembrare pressoché impossibile. Tuttavia, uno spiraglio di speranza c’è sempre. Quel che cercano le banche per erogare del denaro sono delle garanzie di restituzione del prestito. Delle garanzie che anche le persone senza una busta paga possono dare in determinate condizioni.

Innanzitutto, per ottenere un prestito è possibile affidarsi a un garante. Quest’ultimo è una terza parte che s’impegna di restituire il prestito alla banca qualora il richiedente non fosse in grado di farlo autonomamente. Il garante deve comunque possedere una busta paga ed essere in grado di restituire il prestito. Se anch’egli è senza busta paga la banca non concederà il finanziamento.

In alternativa si potrebbe sempre richiedere un piccolo prestito, con delle limitate somme di denaro. Se il cliente richiede un piccolo prestito, le banche tendono a concederlo senza richiedere di dimostrare il reddito fisso. Tuttavia, spesso tali somme sono molto piccole e insufficienti agli obiettivi dei clienti.

CIRCOLARE MINISTERIALE N. 57/99 del 20 luglio 1999

Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Direzione Generale per l’Impiego
OGGETTO : Assunzioni obbligatorie. Limiti di età per l’assunzione presso i datori di lavoro pubblici. Parere del Consiglio di Stato – Adunanza Commissione pubblico impiego – 15 marzo 1999.

 

A seguito della trasmissione della lettera circolare del 20 aprile u.s., indirizzata alle Direzioni regionali e provinciali del lavoro, concernente la problematica in oggetto, si rende oggi necessario approfondire l’argomento per quanto concerne i profili operativi scaturenti dalla modifica del previgente orientamento amministrativo in materia, fornendo risposta ai quesiti in tal senso sollevati da talune sedi periferiche.

Com’è noto, il Consiglio di Stato, nell’adunanza della Commissione speciale pubblico impiego del 15 marzo 1999, ha risolto in senso affermativo la questione sollevata con la relazione presentata da questa Amministrazione e volta a stabilire se il nuovo sistema delineato dalla legge n.127 del 1997, relativo all’abbattimento dei limiti di età per l’ammissione ai pubblici concorsi, potesse considerarsi applicabile anche alla disciplina speciale del collocamento obbligatorio, finora non operante nei confronti di coloro che abbiano superato il 55° anno di età (art.1, comma 2, della legge n.482 del 1968).

Legge 14 febbraio 2003, n. 30

 

Legge 14 febbraio 2003, n. 30“Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro”
(G. U. n. 47 del 26 Febbraio 2003)

 

Articolo 1
Delega al Governo per la revisione
della disciplina dei servizi pubblici e privati per l’impiego, nonché in materia di intermediazione e interposizione privata nella somministrazione di lavoro
1. Allo scopo di realizzare un sistema efficace e coerente di strumenti intesi a garantire trasparenza ed efficienza al mercato del lavoro e a migliorare le capacità di inserimento professionale dei disoccupati e di quanti sono in cerca di una prima occupazione, con particolare riguardo alle donne e ai giovani, il Governo è delegato ad adottare, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentito il Ministro per le pari opportunità ed entro il termine di un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi diretti a stabilire, nel rispetto delle competenze affidate alle regioni in materia di tutela e sicurezza del lavoro dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, e degli obiettivi indicati dagli orientamenti annuali dell’Unione europea in materia di occupabilità, i princìpi fondamentali in materia di disciplina dei servizi per l’impiego, con particolare riferimento al sistema del collocamento, pubblico e privato, e di somministrazione di manodopera.

2. La delega è esercitata nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

Adeguamento dell’importo delle sanzioni amministrative di cui all’articolo 15 della legge 12 marzo 1999, n. 68.

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
DECRETO 12 dicembre 2005

Adeguamento dell’importo delle sanzioni amministrative di cui all’articolo 15 della legge 12 marzo 1999, n. 68.

IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante «Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche», il quale all’art. 4, comma 1, lettere a) e d), prevede che spettino agli organi di governo «le decisioni in materia di atti normativi e l’adozione dei relativi atti di indirizzo interpretativo ed applicativo» e «la definizione dei criteri generali in materia di ausili finanziari a terzi e di determinazione di tariffe, canoni e analoghi oneri a carico di terzi»;

Vista la legge 12 marzo 1999, n. 68, recante «Norme per il diritto al lavoro dei disabili», che all’art. 15, comma 5, stabilisce che gli importi delle sanzioni amministrative in materia di collocamento obbligatorio di cui ai commi 1 e 4 del predetto articolo siano adeguati ogni cinque anni con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale;

LEGGE 18 maggio 2000, n. 126

“Conversione in legge del decreto-legge 16 marzo 2000, n. 60, recante disposizioni urgenti per assicurare la prosecuzione degli interventi assistenziali in favore dei disabili con handicap intellettivo”

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PROMULGA

la seguente legge:

Art. 1.

1. E’ convertito in legge il decreto-legge 16 marzo 2000, n. 60, recante disposizioni urgenti per assicurare la prosecuzione degli interventi assistenziali in favore dei disabili con handicap intellettivo.

2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

La seguente legge, munita del sigillo dello Stato sarà inserita nella Raccolta Ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Roma 18 maggio 2000

CIAMPI

AMATO, Presidente del Consiglio dei Ministro

TURCO, Ministro per la solidarietà sociale

 

LEGGE 16 giugno 1998 n. 191

 LEGGE 16 giugno 1998 n. 191

(pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 142 del 20 giugno 1998 – S.O. n. 110)

MODIFICHE ED INTEGRAZIONI ALLE LEGGI 15 MARZO 1997, N. 59, E 15 MAGGIO 1997, N. 127, NONCHÉ NORME IN MATERIA DI FORMAZIONE DEL PERSONALE DIPENDENTE E DI LAVORO A DISTANZA NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI. DISPOSIZIONI IN MATERIA DI EDILIZIA SCOLASTICA.

 

Art. 1. Modifiche ed integrazioni alla legge 15 marzo 1997, n. 59

1. Alla legge 15 marzo 1997, n. 59, come modificata dalla legge 15 maggio 1997, n. 127, sono apportate le modificazioni e integrazioni di cui ai commi seguenti.

2. All’articolo 1, comma 3, la lettera h) é sostituita dalla seguente: “h) moneta, perequazione delle risorse finanziarie, sistema valutario e banche”.

3. All’articolo 1, comma 3, dopo la lettera r) é aggiunta la seguente: “r-bis) trasporti aerei, marittimi e ferroviari di interesse nazionale”.

4. All’articolo 1, comma 4, lettera b), dopo la parola: “statale” sono aggiunte le seguenti: “ovvero, previa intesa con la conferenza permanente per i rapporti tra lo stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con i decreti legislativi di cui al comma 1; in mancanza dell’intesa, il consiglio dei ministri delibera in via definitiva su proposta del presidente del consiglio dei ministri;”.

5. All’articolo 1, comma 6, le parole: “nel rispetto delle esigenze della salute, della sicurezza pubblica e della tutela dell’ambiente” sono sostituite dalle seguenti: “nel rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e delle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, delle esigenze della salute, della sanità e sicurezza pubblica e della tutela dell’ambiente”.

6. All’articolo 2, dopo il comma 2, é aggiunto il seguente:

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 18 giugno 1997, n. 246.

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 18 giugno 1997, n. 246.

Regolamento recante modificazioni al capo IV del decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, in materia di assunzioni obbligatorie presso gli enti pubblici.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 87, comma quinto, della Costituzione;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487;

Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modifiche ed integrazioni;

Visto il testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, e relative modifiche ed integrazioni

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 3 maggio 1957, n. 686, contenente norme del citato testo unico;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1970, n. 1077, concernente il riordinamento delle carriere degli impiegati civili dello Stato;

Vista la legge 2 aprile 1968, n. 482, e successive modifiche ed integrazioni;

Visto l’art. 16 della legge 28 febbraio 1987, n. 56;

Visto l’articolo 9-bis, comma 13, del decretolegge 1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608;

Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell’adunanza generale dell’11 aprile 1996;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 13 giugno 1997;

Su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica e gli affari regionali;

Corte di Cassazione Civ Sez. L Sentenza del 29.08.2002 , n. 12692 – Integrale

Corte di Cassazione Civ Sez. L

Sentenza del 29.08.2002 , n. 12692 – Integrale 

LAVORO – LAVORO SUBORDINATO – DIRITTI ED OBBLIGHI DEL DATORE E DEL PRESTATORE DI LAVORO – IN GENERE

 

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorso al Pretore di Nuoro G. F. esponeva di lavorare alle dipendenze dell’Ente Poste Italiane con la qualifica di Dirigente Principale di Esercizio presso l’ufficio Succursale n. 3 di Nuoro e di avere fatto, in data 14 dicembre 1994, domanda (a seguito della sentenza n. 166/94 del T.A.R. Sardegna) per l’assegnazione ex art. 33, comma quinto, legge 104/1992, del posto di dirigenza dell’Ufficio di Dorgali, stante il suo stato di unico familiare della madre L. C., malata ed invalida con diritto ai benefici della legge citata.

Aggiungeva che, avendo sollecitato numerose volte, e senza esito, riscontri alla sua richiesta, si vedeva costretto a rivolgersi all’Autorità Giudiziaria e, pertanto, chiedeva che venisse dichiarata le illegittimità del provvedimento di ricollocazione della Sig.ra M. E. V. all’Agenzia di Base di Dorgali dell’Ente Poste Italiane nonché l’illegittimità del mancato provvedimento di distacco temporaneo di esso F. alla suddetta Agenzia, con condanna dell’Ente al risarcimento dei danni, in proprio favore, causati dai provvedimenti illegittimi impugnati, nella misura di lire 60.000.000 o in quella ritenuta equa, oltre vittoria di spese.