CIRCOLARE MINISTERIALE N. 57/99 del 20 luglio 1999

Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Direzione Generale per l’Impiego
OGGETTO : Assunzioni obbligatorie. Limiti di età per l’assunzione presso i datori di lavoro pubblici. Parere del Consiglio di Stato – Adunanza Commissione pubblico impiego – 15 marzo 1999.

 

A seguito della trasmissione della lettera circolare del 20 aprile u.s., indirizzata alle Direzioni regionali e provinciali del lavoro, concernente la problematica in oggetto, si rende oggi necessario approfondire l’argomento per quanto concerne i profili operativi scaturenti dalla modifica del previgente orientamento amministrativo in materia, fornendo risposta ai quesiti in tal senso sollevati da talune sedi periferiche.

Com’è noto, il Consiglio di Stato, nell’adunanza della Commissione speciale pubblico impiego del 15 marzo 1999, ha risolto in senso affermativo la questione sollevata con la relazione presentata da questa Amministrazione e volta a stabilire se il nuovo sistema delineato dalla legge n.127 del 1997, relativo all’abbattimento dei limiti di età per l’ammissione ai pubblici concorsi, potesse considerarsi applicabile anche alla disciplina speciale del collocamento obbligatorio, finora non operante nei confronti di coloro che abbiano superato il 55° anno di età (art.1, comma 2, della legge n.482 del 1968).

La Festa del Lavoro: Origini e Storia dei Tradizionali Festeggiamenti

La Festa del lavoro, un giorno utile per omaggiare e ricordare le lotte operaie, facendo sempre valere i diritti dei lavoratori. Continua a essere una Festa molto sentita, che riunisce migliaia e migliaia di lavoratori nelle piazze delle città italiane perché, in fondo, le molte conquiste sociali ottenute, vengono sempre messe in discussione. Ma quali sono le origini di questa festa che viene ancora ricordata il Primo Maggio?

La storia della Festa del lavoro: tutto ha avuto inizio in America

La tradizione del Primo maggio nasce grazie alle rivendicazioni per la giornata lavorativa di otto ore, nella metà dell’Ottocento. In America e in Australia si diffonde un movimento di lotta, grazie alle organizzazioni dei lavoratori. Nel 1866 per esempio, nell’Illinois, venne approvata una legge che introduceva la giornata lavorativa di otto ore, ma la sua applicazione venne fermata. Bisognerà attendere fino al 1 maggio 1867 per la vera entrata in vigore della legge: per l’occasione venne organizzata una manifestazione  a Chicago, con tanto di corteo composto da 10 mila lavoratori.

Legge 14 febbraio 2003, n. 30

 

Legge 14 febbraio 2003, n. 30“Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro”
(G. U. n. 47 del 26 Febbraio 2003)

 

Articolo 1
Delega al Governo per la revisione
della disciplina dei servizi pubblici e privati per l’impiego, nonché in materia di intermediazione e interposizione privata nella somministrazione di lavoro
1. Allo scopo di realizzare un sistema efficace e coerente di strumenti intesi a garantire trasparenza ed efficienza al mercato del lavoro e a migliorare le capacità di inserimento professionale dei disoccupati e di quanti sono in cerca di una prima occupazione, con particolare riguardo alle donne e ai giovani, il Governo è delegato ad adottare, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentito il Ministro per le pari opportunità ed entro il termine di un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi diretti a stabilire, nel rispetto delle competenze affidate alle regioni in materia di tutela e sicurezza del lavoro dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, e degli obiettivi indicati dagli orientamenti annuali dell’Unione europea in materia di occupabilità, i princìpi fondamentali in materia di disciplina dei servizi per l’impiego, con particolare riferimento al sistema del collocamento, pubblico e privato, e di somministrazione di manodopera.

2. La delega è esercitata nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

Adeguamento dell’importo delle sanzioni amministrative di cui all’articolo 15 della legge 12 marzo 1999, n. 68.

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
DECRETO 12 dicembre 2005

Adeguamento dell’importo delle sanzioni amministrative di cui all’articolo 15 della legge 12 marzo 1999, n. 68.

IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante «Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche», il quale all’art. 4, comma 1, lettere a) e d), prevede che spettino agli organi di governo «le decisioni in materia di atti normativi e l’adozione dei relativi atti di indirizzo interpretativo ed applicativo» e «la definizione dei criteri generali in materia di ausili finanziari a terzi e di determinazione di tariffe, canoni e analoghi oneri a carico di terzi»;

Vista la legge 12 marzo 1999, n. 68, recante «Norme per il diritto al lavoro dei disabili», che all’art. 15, comma 5, stabilisce che gli importi delle sanzioni amministrative in materia di collocamento obbligatorio di cui ai commi 1 e 4 del predetto articolo siano adeguati ogni cinque anni con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale;

LEGGE 18 maggio 2000, n. 126

“Conversione in legge del decreto-legge 16 marzo 2000, n. 60, recante disposizioni urgenti per assicurare la prosecuzione degli interventi assistenziali in favore dei disabili con handicap intellettivo”

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PROMULGA

la seguente legge:

Art. 1.

1. E’ convertito in legge il decreto-legge 16 marzo 2000, n. 60, recante disposizioni urgenti per assicurare la prosecuzione degli interventi assistenziali in favore dei disabili con handicap intellettivo.

2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

La seguente legge, munita del sigillo dello Stato sarà inserita nella Raccolta Ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Roma 18 maggio 2000

CIAMPI

AMATO, Presidente del Consiglio dei Ministro

TURCO, Ministro per la solidarietà sociale

 

Legge 7 agosto 1997, n. 266 “Interventi urgenti per l’economia” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 186 dell’11 agosto 1997

Legge 7 agosto 1997, n. 266
“Interventi urgenti per l’economia”

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 186 dell’11 agosto 1997

Art. 1
Attivita’ di valutazione di leggi e provvedimenti in materia di sostegno alle attivita’ economiche e produttive

1. Al fine di effettuare attivita’ di valutazione e controllo sull’efficacia e sul rispetto delle finalita’ delle leggi e dei conseguenti provvedimenti amministrativi in materia di sostegno alle attivita’ economiche e produttive, il Governo, entro il mese di aprile di ogni anno, presenta alle commissioni del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati competenti in materia industriale una relazione illustrativa delle caratteristiche e dell’andamento, nell’anno precedente, dei diversi provvedimenti in materia di sostegno alle attivita’ economiche e produttive, tracciando per ciascuno di essi un quadro articolato territorialmente delle somme impegnate e di quelle erogate, degli investimenti attivati e dell’impatto occupazionale attivato e quant’altro sia ritenuto utile per una valutazione dei provvedimenti in questione. Detta relazione dovra’, inoltre fornire sempre in forma articolata, elementi di monitoraggio, rispetto agli andamenti degli anni precedenti, nonche’ l’illustrazione dei risultati dell’attivita’ di vigilanza e di controllo esercitata dal Governo anche nei confronti di societa’ o enti vigilati dalle pubbliche amministrazioni, ovvero dalle medesime direttamente o indirettamente controllati, al fine di mettere in grado le Commissioni di valutare l’efficacia di detti provvedimenti.

Legge 23 novembre 1939, n. 1815.

 

Disciplina giuridica degli studi di assistenza e di consulenza.

Art. 1. Le persone che, munite dei necessari titoli di abilitazione professionale, ovvero autorizzate all’esercizio di specifiche attività in forza di particolari disposizioni di legge, si associano per l’esercizio delle professioni o delle altre attività per cui sono abilitate o autorizzate, debbono usare, nella denominazione del loro ufficio e nei rapporti coi terzi, esclusivamente la dizione di “studio tecnico, legale, commerciale, contabile, amministrativo o tributario”, seguito dal nome e cognome, coi titoli professionali, dei singoli associati.

L’esercizio associato delle professioni o delle altre attività, ai sensi del comma precedente, deve essere notificato all’organizzazione sindacale da cui sono rappresentati i singoli associati.

Art. 2. [Abrogato]

Art. 3. Sono esclusi dal divieto di cui all’articolo precedente gli enti e gli istituti pubblici, nonché fermo restando l’obbligo della notificazione preveduta dall’art. 1, comma secondo, gli uffici che le società, ditte od aziende private costituiscono per la propria organizzazione interna nelle materie indicate nei precedenti articoli.

Art. 4. [Abrogato]

LEGGE REGIONALE N. 24 DEL 05 luglio 1994

REGIONE VENETO
LEGGE REGIONALE N. 24
DEL 05 luglio 1994
Norme in materia di cooperazione sociale
 

Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE REGIONALE N. 23 DEL 20-05-1997

 

Il Consiglio Regionale ha approvato;
Il Commissario del Governo ha apposto il visto.
Il Presidente della Giunta Regionale promulga la seguente legge:

ARTICOLO 1 
Finalità
1. La Regione Veneto in attuazione della legge 8 novembre 1991, n. 381 <<Disciplina delle cooperative sociali>> e con riferimento alla normativa regionale in materia di educazione, sicurezza sociale, formazione professionale e tutela della salute, promuove, favorisce e sostiene le cooperative sociali, riconoscendone il ruolo di promozione umana e di integrazione sociale con particolare riferimento ai soggetti nella condizione di persona svantaggiata.

 

ARTICOLO 2 
Cooperative sociali
1. Le cooperative sociali perseguono gli scopi previsti dall’articolo 1 attraverso:

a) la gestione di servizi socio – sanitari, educativi;
b) lo svolgimento di attività in strutture di produzione e lavoro, finalizzate all’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate di cui all’articolo 4 della legge 8 novembre 1991, n. 381.

2. Sono considerati servizi di cui alla lettera a) del comma 1 anche le strutture che nell’ambito di programmi individuali riabilitativi, educativi e formativi, temporalmente definiti e concertati con i servizi territoriali delle unità locali socio sanitarie e dei comuni, organizzano attività lavorative finalizzate al recupero sociale di persone svantaggiate.

D.M. 5 agosto 1991, n. 387, pubblicato nella Gazz. Uff. 6 dicembre 1991, n. 286.

D.M. 5 agosto 1991, n. 387, pubblicato nella Gazz. Uff. 6 dicembre 1991, n. 286.

Regolamento recante le norme di coordinamento per l’esecuzione delle disposizioni contenute nella legge 15 ottobre 1990, n. 295 , in materia di accertamento dell’invalidità civile (1).

IL MINISTRO DEL TESORO

Vista la legge 15 ottobre 1990, n. 295, recante modifiche ed integrazioni all’art. 3 del decreto-legge 30 maggio 1988, n. 173, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 luglio 1988, n. 291, e successive modificazioni, in materia di accertamento dell’invalidità civile;

Visto l’art. 3, comma 1, della stessa legge 15 ottobre 1990, n. 295, il quale prevede che, con la procedura stabilita dai commi 9 e 10 dell’art. 3 del decreto-legge 30 maggio 1988, n. 173, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 luglio 1988, n. 291, si provvede alle modifiche al vigente ordinamento rese necessarie per effetto delle disposizioni recate dalla citata legge n. 295;

Visto in particolare il citato comma 9 dell’art. 3 del decreto-legge 30 maggio 1988, n. 173, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 luglio 1988, n. 291, il quale prevede che con decreto del Ministro del tesoro, sentiti i Ministri dell’interno e della sanità, sono emanate le norme di coordinamento per l’esecuzione delle disposizioni contenute nello stesso art. 3;

Sentiti il Ministro dell’interno e il Ministro della sanità;

Dopo la riforma. La Programmazione locale nel sistema dei servizi

Dopo la riforma. La Programmazione locale nel sistema dei servizi
Diritti, risorse e “livelli essenziali”. Il ruolo dei diversi soggetti, gli strumenti di programmazione e la “messa in rete” di interventi e servizi alla luce della legge 328/2000

Mauro Perino, Direttore Consorzio Intercomunale Servizi alla Persona (CISAP), Collegno e Grugliasco (TO)

Il welfare delle persone e delle famiglie

“Nella società di oggi, a differenza che nel passato, non si può più dividere la popolazione tra una maggioranza di persone ‘normali’ ed una minoranza di persone che versano in situazioni di difficoltà e che possono essere identificabili in precise categorie. Oggi la vita delle persone è meno lineare e prevedibile. Tutti i cittadini possono incontrare nel corso della vita alcune difficoltà, che possono anche ripetersi, e che richiedono assistenza, orientamento, sostegno”. Così il Ministro per la Solidarietà sociale On.le Livia Turco sintetizza, sulla rivista “Prospettive Sociali e Sanitarie (n. 20/22, dicembre 2000), la lettura dei bisogni sociali nella società del 2000 che la legge quadro n. 328/2000 riprende integralmente dal decreto legislativo n.112/1998, con il quale vengono conferite funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali. Credo si possa dire tranquillamente che è proprio con l’approvazione del decreto che si è realizzata, nei fatti, gran parte della tanto attesa “riforma dell’assistenza”.