DENOMINAZIONE DELL'INTERVENTO: "PIANTATELA"
Creazione di attività di laboratorio botanico, espressivo e di sensibilizzazione del rapporto con natura e ambiente, manifestazione eventi, lavori di superamento di barriere architettoniche nel giardino e all'interno della cooperativa.
SPAZIO LAVORO SOCIO-EDUCATIVA Soc. COOPERATIVA SOCIALE O.N.L.U.S
SEDE LEGALE
Città Albano Laziale Via del Macello, 12 CAP 00041
Provincia RM Telefono 069323372 fax 0693261258
E-mail spazio-lavoro@spazio-lavoro.it
LE CARATTERISTICHE ED IL DIMENSIONAMENTO DELLA NUOVA INIZIATIVA CHE INTENDE REALIZZARE NONCHE' I FATTORI CHE NE RENDANO POSSIBILE LA BUONA USCITAConsiderando che la sede della Cooperativa dispone di un'area verde attualmente inutilizzata e valutate le esigenze territoriali di implementare azioni volte all'interrelazione tra il mondo dello svantaggio ed il mondo esterno; l'opportunità offerta dal presente bando consentirà di realizzare il progetto di allestimento dell'area in oggetto destinata ad accogliere manifestazioni ed eventi finalizzati alla concretizzazione della Mission della cooperativa.
L'iniziativa ha inoltre come finalità la creazione di nuove opportunità occupazionali per persone svantaggiate, con problematiche legate alla sfera psichica, favorendo in tal modo l'integrazione sociale di questi soggetti che altrimenti rimarrebbero esclusi dal mercato del lavoro.
In particolare si intende favorire la piena fruibilità dell'area allo scopo di organizzare:
La realizzazione delle attività descritte sono alla base della creazione di una nuova opportunità lavorativa che consentirà l'integrazione di una persona con disabilità psichica nella compagine sociale.
Il progetto ha anche l'obiettivo di creare ambienti attrezzati, valorizzandoli e rendendoli in tal modo fruibili ai residenti del quartiere con la finalità di creare nuovi spazi di aggregazione.
Attraverso l'acquisto di attrezzature e arredi da giardino si prevede di rendere più confortevole l'uso dello spazio antistante la sede della Cooperativa per attività di tempo libero, cerimonie, iniziative, con ricaduta positiva sulla fruibilità dell'area da parte sia dei soci che delle loro famiglie.
L'eventuale futura realizzazione di un area parco giochi attrezzata potrà consentire, inoltre ai più piccoli di usufruire di spazi ricreativi all'aria aperta, creando anche occasioni di socializzazione ed incrementando sensibilmente l'utenza. Rappresenta infatti un obiettivo correlato quello di offrire uno spazio verde in una zona carente di tali spazi urbani.
Risultato indiretto, ma non secondario, è quello di favorire una reale integrazione sociale tra le persone con disabilità psichica inserite e gli abitanti di Albano.
L'elevato valore terapeutico che caratterizza l'attività proposta, unito alla soddisfazione dell'aver contribuito al benessere degli altri, favorirà il processo riabilitativo della persona destinataria dell'intervento, rendendola soggetto attivo e parte integrante del tessuto sociale e civile.
PRESENZA DI
UNA DOMANDA INSODDISFATTA PUBBLICA O PRIVATA,
POTENZIALE O ESPRESSA, TALE DA GIUSTIFICARE L'AVVIO I
LO SVILUPPO DELL'INIZIATIVA
Sulla base della pluriennale esperienza sul territorio, nel corso degli anni, svolgendo un ruolo di attore costante al centro di reti attive, la cooperativa ha svolto un ruolo di intercettazione capillare del bisogno di creare momenti di aggregazione e integrazione collettiva.
Vista la scarsa sensibilità e conoscenza delle problematiche sociali all'interno del territorio di riferimento il progetto risponde alle reali esigenze di creare a livello locale un impegno concreto volto al raggiungimento degli obiettivi prefissati.
MODALITA' DI
INDIVIDUAZIONE, AGGREGAZIONE E COINVOLGIMENTO DELLA
BASE SOCIALE IN TUTTE LE FASI DELL'INIZIATIVA, A
PARTIRE DALLA MESSA A PUNTO DEL DETTAGLIO DEL PIANO
PROGETTUALE
L'inserimento previsto avverrà immediatamente all'approvazione della proposta.
La persona, individuata, seguirà il percorso formativo presso una delle cooperative consorziate al COIN specializzate nella gestione delle aree verdi. L'avvio al lavoro e il monitoraggio del suo andamento, avverrà con un affiancamento diretto e costante da parte del socio "maestro d'arte" della cooperativa prescelta competente nella manutenzione e gestione delle aree verdi.
Per ciò che concerne il monitoraggio della tenuta della persona sotto il punto di vista personale, la cooperativa opererà in stretta collaborazione con la consorella Spazio Lavoro cooperativa sociale integrata Onlus e con gli operatori sanitari che la hanno in carico la persona presso i servizi di diagnosi e cura.
La persona inserita sarà inoltre affiancata costantemente dai soci della cooperativa, a seconda delle specifiche competenze e delle esigenze lavorative del momento.
I CONTENUTI,
LE FASI E I TEMPI DELLA REALIZZAZIONE DEL
PROGETTO.
PER QUANTO RIGUARDA I TEMPI DI SOGGETTI PROPONENTI
DEVONO TENERE CONTO DI QUANTO PREVISTO DALL'ART. 228
DELLA L.R. 10 DEL 10 MAGGIO 2001
L'iniziativa è ritenuta immediatamente cantierabile, essendo la persona da inserire già individuata ed avendo la stessa usufruito in precedenza di momenti formativi.
Le attrezzature richieste contribuiranno a rendere più accogliente lo spazio verde e conseguentemente a favorire lo sviluppo delle attività che la cooperativa è chiamata a svolgere, in modo da rendere possibile da subito l'inserimento del soggetto individuato. Inoltre la cantierabilità del progetto è confermata proprio dalla constatazione di una reale esigenza di gestione dei servizi che la cooperativa andrà a svolgere.
I servizi che si realizzeranno non appena effettuati gli investimenti (7 mesi dalla data dell'erogazione del contributo) saranno indirizzati alle diverse necessità dell'utenza:
- organizzazione di eventi socio-culturali, in particolare mostre, manifestazioni artistiche;
- organizzazione di attività ludico-ricreative per bambini, adulti e anziani;
- organizzazione di feste private, offrendo un servizio personalizzato agli utenti attraverso attività di animazione, preparazione degli addobbi e dei tavoli, servizio di catering;
- manutenzione delle attrezzature e del verde del giardino (potatura, sfalcio dell'erba e attività di giardinaggio in genere)
Per l'allestimento dell'area la cooperativa intende acquistare arredamento da esterni sia per permettere l'attuazione e il potenziamento di alcuni dei servizi previsti, sia per rendere più gradevole l'ambiente.
Ad esempio l'acquisto di gazebo e tendaggi creerà uno spazio idoneo all'allestimento della zona buffet o adibito a esposizioni.
Analogamente, l'acquisto di stufe è motivato dalla necessità di creare uno spazio riscaldato, in modo da consentirne l'agibilità per le persone che lavoreranno sul luogo nei mesi freddi.
L'acquisto di attrezzature quali motosega e decespugliatore, è finalizzato alla manutenzione del verde del giardino.
Inoltre verrà ristrutturato il bagno della sede della cooperativa in modo tale da renderlo fruibile anche alle persone con svantaggi fisici.
La persona inserita sarà affiancata dai soci della cooperativa, a seconda delle specifiche competenze e delle esigenze lavorative del momento. Ciò consentirà di conseguire il risultato dell'acquisizione di un nuovo socio lavoratore che sarà impegnato nella manutenzione dell'area adibita a giardino.
Risultato correlato sarà quello dell'apertura di un nuovo settore di attività della cooperativa, più direttamente focalizzato sull'allestimento, sulla manutenzione e sull'utilizzo a scopi ricreativi e di tempo libero delle aree verdi.
I servizi così promossi dall'impresa sociale avranno una ricaduta positiva su tutto il territorio, sulla possibilità dei cittadini di appropriarsi degli spazi.
Fasi previste: mese 1 mese 2 mese 3 mese 4 mese 5 mese 6 mese 7
INCREMENTO
OCCUPAZIONALE DI SOGGETTI SVANTAGGIATI GENERATO DAL
PROGETTO
Si prevede l'inserimento di n. 1 nuova unità lavorativa, appartenente alle categorie svantaggiate di cui all'art.4 comma 1 della L.381/91.
La persona verrà inserita con contratto a tempo indeterminato full-time applicando il CCNL delle cooperative sociali.
IMPATTO
SOCIALE SUL TERRITORIO REGIONALE DEL
PROGETTO
In considerazione del tassi di disoccupazione della Regione Lazio, pari a circa 8,6% (secondo dati Istat del 2002) e del più elevato tasso di disoccupazione delle persone con disabilità, aprire una nuova opportunità di lavoro alla quale possono accedere anche persone con handicap medio-grave è una risposta concreta per migliorare i livelli di disoccupazione del territorio.
Come già precedentemente illustrato il progetto risponde alle reali esigenze di creare a livello locale un impegno concreto volto al raggiungimento degli obiettivi prefissati.
COERENZA
DELLE PROPOSTE CON LE POLITICHE NAZIONALI, EUROPEE E
REGIONALI PER IL LAVORO E L'INCLUSIONE
SOCIALE
L'iniziativa è in linea con quanto previsto dalle normative
comunitarie relative all'occupazione - soprattutto di persone in
condizioni di svantaggio - nonché con il quadro legislativo
e le politiche nazionali di incentivazione di opportunità
lavorative per persone disabili.
Coerenza
rispetto alle politiche a livello Europeo
"Negli ultimi anni, l'Unione europea è stata estremamente attenta alla promozione dei diritti delle persone con disabilità. Nonostante i progressi compiuti, occorre ancora un considerevole sforzo per cambiare l'atteggiamento della gente verso le disabilità. È necessario potenziare l'opera di informazione e sensibilizzazione di tutti i cittadini per giungere ad una maggiore comprensione dei diritti dei cittadini con disabilità. Insieme con un vasto quadro legislativo, si richiede la sensibilizzazione del pubblico per dare sostegno alla legislazione e migliorare la comprensione e il riconoscimento dei bisogni e dei diritti delle persone con disabilità nella società."
E' questo quanto risulta dalle conclusioni contenute nella Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa all'Anno delle persone con disabilità 2003 della COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE Bruxelles, 29.05.2001 COM(2001) 271 definitivo 2001/0116(CNS).
A ribadire e sottolineare le linee guida comunitarie per i diritti delle persone con disabilità alla piena integrazione, all'inserimento lavorativo, all'accessibilità dell'ambiente costruito si elencano alcuni tra i più significativi documenti:
- la decisione del Consiglio, del 3 dicembre 2001, relativa all'Anno europeo delle persone con disabilità 2003 e gli obiettivi indicati nella Dichiarazione di Madrid (2002);
- la Comunicazione della Commissione Europea "Verso un'Europa senza barriere" (284/2000) e la relativa Risoluzione del Parlamento Europeo del 4.4.2001;
- l'art. 13 del Trattato di Amsterdam che vieta qualsiasi discriminazione basata sulla disabilità;
- la Carta europea dei diritti fondamentali e in particolare gli artt, 21 e 26;
- la Risoluzione del Consiglio dei Ministri della Comunità Europea e dei rappresentanti dei Governi del 20 dicembre 1996 sulla parità di opportunità per le persone con disabilità (97/C 12/01);
- la Comunicazione della Commissione Europea sull'eguaglianza di opportunità per le persone con disabilità [COM(96)406 del 30.7.1996];
- la Raccomandazione del Consiglio dei Ministri della Comunità Europea del 4 giugno 1998 su un contrassegno di parcheggio per disabili (98/376/CE);
- la Risoluzione del Consiglio d'Europa sull'introduzione dei principi di progettazione universale nei programmi di formazione dell'insieme delle professioni operanti nel campo dell'ambiente costruito [ResAP(2001)1 &endash; Risoluzione di Tomar];
- la decisione del Consiglio dei Ministri della Comunità Europea di stabilire un programma di azione comunitario di lotta alle discriminazioni (2000-750-EC del 27.11.2000);
- il Rapporto europeo finale (2003) "Criteri omogenei per una buona accessibilità ai siti turistici ed alle infrastrutture per le persone con disabilità";
La "DECISIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO del 3 dicembre 2001, relativa all'anno europeo dei disabili 2003" (2001/903/CE) ha fissato gli obiettivi per il 2003 ed ha ribadito i principi che rappresentano i valori e le politiche che l'UE intende perseguire in fatto di disabilità:
a) la sensibilizzazione relativamente al diritto dei disabili di essere tutelati dalla discriminazione e di godere di pieni e pari diritti;
b) l'incoraggiamento della riflessione e la discussione sulle misure necessarie per promuovere pari opportunità per i disabili in Europa;
c) la promozione dello scambio di esperienze in materia di buone prassi e strategie efficaci attuate a livello locale, nazionale ed europeo;
d) l'intensificare la cooperazione fra tutte le istanze interessate, in particolare i governi, le parti sociali, le ONG, i servizi sociali, il settore privato, il settore associativo, i gruppi di volontariato, i disabili e i loro familiari;
e) il miglioramento della comunicazione concernente l'handicap e la promozione di una rappresentazione positiva dei disabili;
f) la sensibilizzazione all'eterogeneità delle forme di handicap e alle molteplici forme di handicap;
g) la sensibilizzazione alle molteplici forme di discriminazione cui i disabili sono esposti;
h) l'accordare un'attenzione particolare alla sensibilizzazione al diritto dei bambini e dei giovani disabili ad un pari trattamento nell'insegnamento, in modo da favorire e sostenere la loro piena integrazione nella società e lo sviluppo di una cooperazione a livello europeo tra il personale preposto all'insegnamento speciale dei bambini e dei giovani disabili, per migliorare l'integrazione degli alunni e degli studenti ad esigenze specifiche negli istituti normali o specializzati, come pure nei programmi di scambi nazionali ed europei."
Appare quindi evidente come questo progetto risulti in linea con le diverse indicazioni date dall'Unione Europea in questo documento.
Coerenza rispetto alle politiche a livello Nazionale
Nell'ambito della legislazione nazionale il progetto intende rispettare le direttive della legge n. 4 del 9 Gennaio 2004 "Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici", secondo cui si intende per "accessibilità" la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari. Sono invece considerate come "tecnologie assistive" gli strumenti e le soluzioni tecniche, hardware e software, che permettono alla persona disabile, superando o riducendo le condizioni di svantaggio, di accedere alle informazioni e ai servizi erogati dai sistemi informatici
Lo Stato riconosce e tutela il diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi, ivi compresi quelli che si articolano attraverso gli strumenti informatici e telematici e, in particolar modo, garantisce il diritto di accesso a tali servizi nell'ambito della pubblica amministrazione, in ottemperanza al principio di uguaglianza ai sensi dell'articolo 3 della Costituzione.
Il progetto, adottando le indicazioni sull'accessibilità dei sistemi informatici e favorendo l'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, mette in pratica le indicazioni della cosiddetta Legge Stanca.
Coerenza rispetto alle politiche a livello Regionale
La presente proposta progettuale appare in linea con le finalità di recenti provvedimenti legislativi della Regione sia per le caratteristiche occupazionali della cooperativa che per le caratteristiche del prodotto che si intende realizzare.
Questo progetto può essere considerato come uno strumento per ridurre fenomeni di ghettizzazione ed emarginazione delle persone disabili a causa della inadeguatezza degli spazi e della scarsità di informazione su quelli accessibili, ma può soprattutto essere vista come una fonte informativa per conoscere l'accessibilità di siti e servizi in oggetto che potrebbero fornire prospettive occupazionali alle persone disabili.
Nel mese di luglio 2003, la Regione Lazio ha emanato diverse leggi riguardanti alcune delle esigenze dei disabili.
In particolare la Legge Regionale n. 19 del 21 luglio 2003, Norme per il diritto al lavoro delle persone disabili, contenente le norme per il diritto al lavoro dei disabili, ha dato attuazione in ambito regionale alla Legge n. 68 del 1999.
Di questa legge regionale appare significativo riportare l'Art. 1, Finalità:
"La Regione, in attuazione della riforma del collocamento obbligatorio di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili), nell'ambito di una politica diretta a superare stati di emarginazione e di esclusione sociale e a garantire il pieno rispetto della dignità umana nonché i diritti di libertà e di autonomia di coloro che versano in condizioni di svantaggio nel mercato del lavoro, favorisce la permanenza, l'inserimento e l'integrazione lavorativa delle persone disabili attraverso adeguati servizi di sostegno e di collocamento mirato."
Altri interventi normativi emanati in
contemporanea e sullo stesso tema sono:
Legge Regionale n. 20 del 2003 che ha per oggetto il sostegno alla
cooperazione, la Legge Regionale n. 17 del 2003 che consente il
coinvolgimento delle associazioni sociali di rappresentanza e
tutela dei portatori di handicap, negli organi consultivi
regionali.