Scheda progettuale con la descrizione del progetto

 

 

ALBERI PER LA MIA TERRA

Campagna di conoscenza del proprio territorio e attività di microforestazione

Percorso didattico sulla conoscenza della flora e della fauna e realizzazione di un orto botanico per difendere e far conoscere la flora locale

 

PAROLE CHIAVE DEL PROGETTO

- Conservazione della biovarietà

- Conoscenza del territorio

- Orto botanico delle piante e degli alberi autoctoni

- Sensibilizzazione della comunità locale

- Difesa della natura

- Collaborazione con persone disabili.

- Esperienze didattiche all'aperto

- Compostaggio domestico

- Microforestazione

- Agricoltura biologica

 


PREMESSA

 

La difesa della biovarietà è uno degli appelli più disattesi fra quelli lanciati durante la conferenza di Rio, anche nei nostri parchi naturali si verifica una diminuzione costante delle aree importanti per la conservazione del patrimonio naturale ed in particolare degli habitat specifici dei diversi territori. Numerose specie vegetali sono in pericolo di estinzione, di alcune specie faunistiche non si hanno notizie da tempo.

 

Nel proporre uníiniziativa che tenda a far conoscere il problema e a rendere attivi alcuni soggetti del territorio come le scuole e i vari enti pubblici, abbiamo adottato una strategia dove la pratica sia più importante delle parole. La nostra strategia è quella di informare ed educare sulla biovarietà presente nel nostro territorio proponendo contestualmente alle scuole, agli enti pubblici e ai cittadini una serie di azioni ed iniziative da compiere sul proprio territorio.

 

"La pratica dell'educazione ambientale in questi anni è molto cambiata: dalle prime esperienze svolte sulla conoscenza del proprio territorio, basata sulle cognizioni scientifiche e storiche, si è passati a percorsi educativi che tendono a stabilire con il proprio territorio un rapporto affettivo.

 

In questi anni d'attività svolte con i bambini, abbiamo cercato di inserire delle esperienze che rimangano nella memoria come qualcosa di piacevole e trasmettano la consapevolezza di appartenere ad un luogo. Purtroppo è anche esperienza comune trovare sul proprio territorio aree urbane degradate, luoghi naturali percorsi da incendi o trasformate in discariche a cielo aperto. Il solo ripulire quei luoghi non coglieva però in pieno gli obiettivi, quindi abbiamo ideato dei percorsi didattici dove tra le principali attività vi era la coltivazione e la piantumazione di alberi autoctoni.

 

Quest'attività era sempre preceduta dalla conoscenza degli habitat specifici della zona. Ad esempio, se un'area urbana incolta o abbandonata, limitrofa alla scuola, era prima pulita con l'aiuto dei genitori o dei servizi pubblici comunali, successivamente sull'area era ricostruita una consociazione naturale di alberi e arbusti. La consociazione era realizzata con lo stesso spettro arboreo rilevato dagli studenti in boschi naturali prossimi all'area recuperata. La rilevazione dello spettro arboreo era condotta tramite un transetto semplificato, ideato per rendere agevole il lavoro ai bambini.

 

In questo modo abbiamo creato numerosi boschetti nei cortili scolastici, in aree urbane degradate o in aree naturali percorse dal fuoco. Questi luoghi hanno ricevuto da parte dei partecipanti delle attenzioni particolari:queste aree rimanevano prive di discariche poiché erano maggiormente frequentate e ripulite dai rifiuti sparsi durante le visite successive. Alcuni studenti si ricordavano anche dopo venti anni dove e che albero avevano piantato!

 

L'esperienza è molto valida anche dal punto di vista didattico. Gli studenti imparano a riconoscere le specie di alberi e arbusti autoctoni, verificano le leggi dell'ecologia degli habitat, imparano a coltivare e osservano direttamente la crescita delle piante. Certamente è un'attività più coinvolgente di una lezione in classe, inoltre le nozioni apprese sono il risultato di esperienze reali e quindi più complete e memorizzabili.

 

Un altro aspetto importante è che queste esperienze didattiche hanno il valore di essere vere e proprie azioni di recupero naturalistico. Aree abbandonate erano recuperate diventando zone verdi frequentabili dalla cittadinanza o luoghi dove compiere esperienze didattiche. Il recupero naturalistico, anche se effettuato con metodologie semplificate, ha comunque come base le tecniche di ingegneria naturalistica impiegate nei progetti reali. La metodologia impiegata può così essere messa a disposizione ad altre realtà scolastiche o no-profitî.

 

Estratto da "Alberi per la mia terra" di Roberto Salustri - EcoIstituto dei Castelli Romani

 

 

 

FINALITA' PERSEGUITE

 

Il soggetto proponente ha lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione di servizi e lo svolgimento di attività diverse finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Questo in sintonia con quanto recita la Legge 381/91 sulle cooperative sociali ed integrate.

 

Con questo progetto intende promuovere la conoscenza, la conservazione, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio ambientale e naturale del territorio provinciale, con particolare

riguardo alla diversità naturalistica presente nei parchi naturali e in alcuni siti di importanza comunitaria presenti nel territorio provinciale.

 

L'intervento ha, inoltre, lo scopo di inserire in attività lavorative persone svantaggiate che saranno coinvolte nella realizzazione del progetto e che potranno usufruire della promozione sociale ed economica derivante dal progetto stesso.


LUOGO

 

Territorio

Il Parco dei Castelli Romani e dellíAppia antica.

Le aree boschive di riferimento sono quelle comprese nei Parchi regionali dell'Appia antica e dei Castelli Romani, inoltre saranno proposti alle scuole i seguenti Siti d'Importanza Comunitaria (identificati nella Rete Natura 2000 con le sigle nominate):

- lago Albano (IT 60003038);

- Albano-località Miralago (IT6003039);

- Maschio dell'Artemisio (IT 60003017);

- Cerquone-Doganella (IT 60003018).

 

BIOVARIETA' delle FORESTE e dei PRATI

Quando il Vulcano laziale terminò la sua attività, il pianeta si trovava sul finire dell'ultima glaciazione (140.000 - 10.000 anni fa). Nelle nostre zone non si ebbe la formazione di grandi ghiacciai ma la flora e la fauna presenti erano quelle tipiche dei climi freddi, quale quello alpino attuale. Il territorio era ricoperto da grandi foreste di conifere inframmezzate da radure e popolato da animali che comprendevano anche grandi mammiferi ora estinti.

Con la fine della glaciazione le temperature divennero più miti e la composizione floristica e faunistica mutò radicalmente. Si svilupparono i boschi misti dominati da querce, aceri e tigli, ma sopravvissero pure alcune specie preesistenti, come l'agrifoglio e il tasso.

Da quel momento i maggiori mutamenti avvenuti nel territorio sono stati causati dall'essere umano.

All'inizio la nostra specie non intaccò in modo significativo le foreste presenti, ma già dal Neolitico incominciò l'opera di riduzione delle superfici boscate. Lo sviluppo dell'agricoltura e dell'allevamento di animali domestici portarono al taglio dei boschi per far spazio ai campi e ai pascoli; le selve vennero lentamente relegate nelle zone più impervie, in genere in terreni in pendenza. Le aree forestate restarono comunque un bene da conservare, poiché riserva di materie prime per la costruzione delle abitazioni e degli attrezzi e perché il legname era la principale fonte di energia utilizzata per scaldare gli ambienti e cucinare i cibi. Non è da sottovalutare, inoltre, l'importanza delle essenze aromatiche e medicinali che si potevano reperire negli ambienti boschivi, la cui conoscenza e uso si è ormai quasi del tutto persa.

 

Un altro grosso cambiamento si ebbe sul finire del Medioevo con la diffusione del castagno, diffusione favorita da una serie di provvedimenti legislativi dello Stato pontificio. Ai boschi misti subentrò il castagneto, gestito nelle nostre zone "a ceduo" per la produzione di legname (il rinnovo è assicurato dai polloni che si sviluppano dal ceppo dopo il taglio). Il castagneto è attualmente il bosco maggiormente diffuso sul territorio, fatta eccezione per le aree a substrato calcareo (il castagno è una specie calcifuga) e per alcune zone in cui si conserva il bosco misto originario (formazioni boschive residuali).

In seguito all'abbandono delle campagne da parte dell'uomo (a partire dal '900, ma è un processo tuttora in atto) e al contemporaneo sviluppo dell'agricoltura intensiva e specializzata, nel territorio sono cominciati dei processi di degrado.

Molte aree a pascolo risultano abbandonate e, nel migliore dei casi, avviene una riduzione quantitativa e qualitativa degli interventi selvicolturali necessari. L'equilibrio che si era creato ad opera dell'azione umana si è rotto e il sistema si è rimesso in moto. Se per la Natura ciò corrisponde alla ricerca di un nuovo equilibrio, per noi significa affrontare fenomeni erosivi sempre più marcati; i boschi e i prati infatti garantiscono l'assetto del territorio, moderando l'effetto battente della pioggia e trattenendo il suolo con le radici delle piante. Il fenomeno è aggravato dagli incendi e dalla riduzione delle aree forestali a favore di quelle urbane (si eliminano le aree verdi per far spazio alle case e a tutte le infrastrutture ad esse necessarie).

 

Malgrado l'uomo abbia cercato di semplificare gli ambienti presenti, il nostro territorio risulta comunque ricco di boschi e altre aree naturali, dove vivono tantissimi funghi, vegetali e animali. La biovarietà della nostra zona continua infatti a essere tra le più alte d'Italia e ciò si è potuto determinare grazie all'estrema diversificazione geologica presente. Basti pensare che nei soli Castelli Romani vivono circa 1.000 specie diverse di piante (in Italia sono poco più di 5.000) e sono state rilevate 32 specie di mammiferi, 110 uccelli, 20 tra rettili e anfibi e 30 specie di pesci.

 

Qualche dato sulla Biovarietà presente nei Castelli Romani

LA FLORA

Luogo
Italia
Castelli Romani
Numero di specie vegetali
5.000
Circa 1.000

 

LA FAUNA

Numero di specie
Mammiferi
Uccelli
Rettili e anfibi
Pesci
32
110
20
30

 

 


L'INIZIATIVA PROPOSTA

 

L'idea principale è quella descritta nella premessa, far conoscere e conservare la biovarietà del nostro territorio. Attraverso la rete per l'educazione ambientale sarà diffusa la possibilità di partecipare all'iniziativa e saranno scelte le scuole che s'impegnano a inserire il percorso didattico all'interno del POF d'Istituto. I docenti potranno partecipare ad un'incontro di formazione, avere materiali didattici e visitare un'oasi scolastica realizzata per promuovere l'iniziativa.

 

Come strumenti didattici e di divulgazione il programma prevede la realizzazione di un quaderno di educazione ambientale.

 

Il percorso didattico da noi ideato tende a sviluppare nei bambini la sensibilità e la curiosità rispetto all'ambiente naturale. Inoltre cerchiamo di coinvolgere la cittadinanza con azioni, svolte dai bambini, di sensibilizzazione e di conoscenza della natura che ci circonda.

 

Uno degli obiettivi specifici del percorso didattico è quello di far conoscere ai bambini alcuni habitat naturali ed in particolare quelli con consociazione arboree ed arbustive autoctone.

 

La strategia didattica è composta di due punti fondamentali il "fare" per "imparare" e il "fare" per creare un rapporto tra gli studenti e il proprio territorio attraverso la sua conoscenza e la realizzazione di un progetto concreto di difesa della natura.

 

Questi obiettivi saranno uniti attraverso delle attività prima di conoscenza di alcuni boschi ed arbusteti presenti sul territorio e poi con la creazione di un orto botanico.

In particolare si utilizzerà l'orto botanico realizzato come laboratorio di educazione ambientale all'aperto con strutture quali un vivaio forestale, una stazione di compostaggio, tabelle didattiche e strutture per l'osservazione e la protezione degli animali e una zona dove seminare i semi di piante erbacee ed arbustive prelevate durante le uscite didattiche.

 

 

LE AZIONI PREVISTE

- Incontro con i docenti per la formazione specifica sui percorsi didattici e per il coordinamento

- Elaborazione di un Percorso didattico

- Realizzazione di un quaderno di educazione ambientale

- Comunicati stampa per la divulgazione del progetto

- Lo sviluppo di un'oasi scolastica, orto botanico

Oltre che ai partecipanti sarà cura fornire una copia del materiale prodotto anche alle scuole che ne facciamo richiesta.

 

PRODOTTI

- La realizzazione e la stampa di un Libro per i Giovani sugli orti botanici in carta riciclata

- Le schede didattiche sui laboratori e le esperienze pratiche (carta riciclata)

- Locandina per la promozione del progetto

- Un orto botanico didattico sperimentale

 

Elenco delle strutture da realizzare nell'oasi

Struttura

Materiali utilizzati

Vivaio forestale realizzato con piscina di umidificazione del terreno e rete ombreggiante

Pali, tavole, rete ombreggiante

Cartelli indicatori

Pali e tavole

Tane e microhabitat per animali

Mattoni, tavole, tegole, pali

Mangiatoie

Tavole

Nidi artificiali per gli insetti utili

Tavole e pali

Percorso natura

Pali, tavole

Orto botanico

Pali, tavole, pietre

Cartellonistica e bacheche

Pali, tavole

 

 

 

NOTE TECNICHE SUL PROGETTO

Questo progetto può essere facilmente riprodotto in altre zone poiché il principio base è di conoscere il proprio territorio, ed in particolare le piante e le conoscenze etnobotaniche coinvolgendo successivamente i partecipanti nella realizzazione di un orto botanico. Cambiando il territorio cambiano le piante e la cultura legate a loro ma il percorso educativo è lo stesso.

 

 

Proposte da fare alle scuole descritte nel quaderno di educazione ambientale

 

 

L'ADOZIONE DI UN BOSCO NATURALE

Tra i boschi visitati durante l'anno scolastico si sceglierà un bosco che, per le sue caratteristiche di naturalità e vicinanza con la scuola, sarà adatto per reperire i semi e studiarne a fondo le caratteristiche ecologiche e la sua evoluzione. Il bosco sarà censito, controllato e sarà realizzata una mappa dettagliata dell'area.

 

 

LA CREAZIONE DI UN NUOVO BOSCO IN UN'AREA DEGRADATA

Il percorso didattico riguarda non solo la conoscenza della propria terra ma anche agire per difenderla. Che cosa è più significativo e utile che piantare alberi e arbusti?

Dove piantarli?

In zone bruciate dal fuoco. In zone degradate nel paese, nel cortile scolastico da recuperare.

Cosa piantare?

Piante autoctone del territorio, coltivate nel nostro vivaio scolastico a partire esclusivamente da semi autoctoni.

Il percorso didattico prevede, tra gli incontri previsti, una parte dedicata a spiegare come si realizza un'opera di microforestazione, dove si reperiscono i semi, come si gestisce un microvivaio, come costruire un bosco con le regole della natura. Poi l'escursione: per prendere i semi (autunno) o piantare gli alberi (inverno).

 

 

 

L'OASI SCOLASTICA

L'oasi scolastica può essere realizzata tenendo conto dei seguenti obiettivi specifici:

1. la possibilità di realizzare vari percorsi didattici da parte degli studenti (laboratori, osservazioni sul campo, esperienze pratiche);

2. la conservazione e la conoscenza della natura.

Le strutture realizzate integrano queste due esigenze. I Laboratori pratici saranno realizzati nell'oasi, inoltre all'interno dell'oasi sarà iniziato un orto botanico per difendere e far conoscere le piante autoctone del territorio.

 

Microforestazione, la piantumazione degli alberi e arbusti autoctoni, Festa dell'Albero.

Ogni Classe può realizzare un'azione di microforestazione; queste azioni potranno essere svolte presso la scuola nel caso sia disponibile un'area incolta intorno all'edificio scolastico, oppure in un'area urbana abbandonata o in un'area percorsa dal fuoco. Il luogo dove avverrà la piantumazione sarà scelto dai bambini, e sarà cura della direzione didattica richiedere i permessi e avvertire gli organi competenti. L'iniziativa potrà assumere il significato di Festa dell'Albero, festa che tradizionalmente si svolge nel periodo invernale. La piantumazione sarà effettuata con alberi e arbusti autoctoni coltivati presso líorto botanico. Le specie e le quantità saranno scelte secondo quanto emerso dagli spettri arborei rilevati dagli studenti nei boschi. La Festa coinvolgerà i genitori degli studenti, saranno invitati ad aiutare i propri figli nell'opera di piantumazione.

Realizzazione delle Segnaletiche e dei proteggi-piante: Gli alberi piantati saranno protetti da pali di castagno, che li sosterranno nella crescita e li proteggeranno dagli animali, accortezza utile soprattutto per le plantule. Inoltre saranno realizzate e installate delle tabelle per segnalare la zona e il tipo di alberi.

 


PERIODO E TEMPI PREVISTI

 

Durata massima di 18 mesi.

 

Azione prevista
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
Avvio progetto

Erogazione del 50%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Elaborazione e stampa quaderno di educazione ambientale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Realizzazione aula didattica allíaperto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Promozione delle azioni proposte, incontro pubblico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fase intermedia progetto, erogazione 30%

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Divulgazione del progetto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rendicontazione del progetto alla Provincia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Note dal bando

 

I soggetti beneficiari devono avviare le attività relative alle azioni oggetto del finanziamento entro 60 gg. dalla comunicazione di avvenuta ammissione a finanziamento, dandone comunicazione al competente Servizio Ambiente, e devono concluderle nei tempi previsti dal medesimo atto di ammissione.

 

La relazione conclusiva, la rendicontazione finale e la relativa documentazione contabile devono essere presentate entro 90 gg. dalla data di reale conclusione delle attività progettuali.

 

L'erogazione del finanziamento provinciale avverrà con le seguenti modalità:

- il 50% all'avvio del progetto;

- il 30% alla fase intermedia di attuazione del progetto;

- il restante 20% a conclusione del progetto su presentazione di dettagliata relazione

sull'iniziativa conclusa, di rendicontazione delle spese, di nota fiscale o altra idonea

documentazione contabile.

 

 


MODALITA' DI PROMOZIONE

 

 

LE AZIONI PREVISTE dal PIANO di PROMOZIONE e DIVULGAZIONE del PROGETTO

- Incontro pubblico per la formazione specifica sui percorsi didattici e per il coordinamento delle azioni successive, presentazione del quaderno di educazione ambientale, visita all'aula di didattica ambientale all'aperto

- Comunicati stampa per la divulgazione del progetto

 

PRODOTTI utili alla divulgazione del progetto

- La realizzazione e la stampa di un quaderno di educazione ambientale per i giovani in carta riciclata

- Le schede didattiche sui laboratori e le esperienze pratiche (carta riciclata)

- Locandina per la promozione del progetto (carta riciclata)

- Spazio sul sito web della cooperativa

- Email di informazione dell'andamento del progetto durante i 18 mesi di durata (circa 3000 iscritti)

 

In tutti i prodotti sarà presente la seguente dicitura:

"Attività realizzata nell'ambito del progetto dell'Amministrazione Provinciale di Roma per la promozione dell'ambiente nella provincia di Roma - Bando 2005" e il logo dell' "Assessorato per le Politiche dell'Agricoltura e dell'Ambiente e Protezione Civile della Provincia di Roma"