Un decreto che vanifica le pari opportunitàIl decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 13 gennaio 2000 avente per oggetto: "atto di indirizzo e coordinamento in materia di collocamento obbligatorio dei disabili a norma dell'art. 1, comma 4 della Legge 12 marzo 1999, n. 68" costituisce l'ultimo colpo di grazia per ostacolare e rendere inattuabile una legge innovativa che prefigurava importanti opportunità per l'integrazione lavorativa delle persone disabili.
L'inserimento mirato, l'incontro tra domanda e offerta di lavoro rischiano di diventare trucchi per impedire l'accesso delle persone disabili nel mercato del lavoro.
Le indicazioni contenute nella scheda per la definizione delle capacità (allegato 1 del decreto) è lesivo della dignità personale e costituisce una aggressione alla integrità psico-fisica e morale dello individuo, nonchè lavoratore.
Uno dei più importanti elementi di innovazione della legge è proprio costituito dalla possibilità per la persona disabile di valorizzare le proprie aspirazioni, attitudini e capacità piuttosto che la disabilità o incapacità.
Segnaliamo, in particolare alcuni punti relativamente alle seguenti voci:
- attività mentali e relazionali: ci domandiamo quali criteri saranno adottati per valutare se una persona si presenta bene e mantiene un comportamento positivo;
- situazioni lavorative: ci domandiamo perché una persona disabile dovrebbe essere capace di affrontare una situazione di disagio causata dal ritmo lavorativo e mantenere la velocità con cui si svolge il lavoro;
- postura: perché una persona disabile deve avere la capacità di mantenersi in equilibrio sui talloni e distendersi su una superficie piana ed orizzontale.
La parte relativa ai fattori ambientali è no comment, si commenta da sola;
ne riportiamo alcune parti significative:
- capacità di sopportare condizioni atmosferiche tipiche di una data regione;
- capacità di sopportare la presenza di suoni o rumori costanti nell'ambiente di vita e di lavoro (eventuale inquinamento acustico); ecc..
Nell'allegato 2 paragrafo 3° del Decreto, notare la grave espressione: ". .di come la persona "funziona" per quanto concerne le sue condizioni fisiche .."
E' un verbo adatto a definire azioni umane? Le virgolette sono state forse usate per sottolineare la metafora: l'uomo è un motore o una macchina ?
Questo decreto costituisce un esempio di come si deludono aspettative e si rendono nulle le pari dignità e opportunità. Al mondo dell'associazionismo (cooperative, consorzi, associazioni, gruppi), alle famiglie e persone disabili cui la lettera è rivolta in tutta Italia, chiediamo di far sentire la loro voce anche inviandoci proposte suggerimenti, commenti, ecc..